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Assinatura de Gilberto Freyre
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CASE E CATEPECHIE
Prefazione dell'autore all'edizione italiana



Il professor Alberto Pesceto suggerisce all' autore di questo libro, da lui tradotto con tanta competenza ed amore per la lingua italiana, di aggiungere qualche parola introduttiva all'edizione che ora appare in questo illustre idioma latino. Sobrados e Mucambos viene a tener compagnia al saggio, già pubblicato ini italiano, Casa-Grande & Senzala che, a giudicare daí commenti della stampa e dalle lettere di critici e di lettori che l'autore há ricevuto dall'Italia, vi è stato accolto colla più intelligente comprensione. Comprensione che non respinge nemmeno gli spunti audaci che separano l'autore non europeo da alcune convenzioni europee sinora quasi liturgicamente osservate in libri scientifico-filosofici che abbiano altresì - o pretendano avere, un certo valore letterario. E i libri dell'autore brasiliano che sono ora tradotti in italiano per iniziativa dell'editore Einaudi, oltre a riunire quei tre elementi nell'affrontare gli argomenti trattati - è sempre avventura rischiosa una simile combinazione di approcci apparentemente contraddittori - introducono nel trattamento medesimo metodi e forme linguistiche così temerarie che sembrano giustificare l'appellativo di "rivoluzionari" conferito con qualche enfasi a tali libri da critici europei - francesi, italiani, tedeschi, inglesi - dopochè era stato ad essi attribuito dagli stessi critici brasiliani, iberici ed americani.

Ma potrebbero questi libri non essere rivoluzionari, poichè il loro impegno consiste nel tentare un'applicazione quanto più possibilmente concreta, viva, varia ( come un treno proustiano che corra più di una volta intorno alla medesima città, sicchè la città dal treno può essere vista diversamente, nello spazio e nel tempo, di fronte e di fianco, di mattino e di sera) del concetto sociologico di "fenomeno sociale totale"o antropologico, del "complesso socio-culturale", più suggeriti che svolti daí sociologi e antropologi europei?

In effetti sono concetti che si vengono affermando quasi solo in teoria, astrattamente, accademicamente; o si applicano pressochè esclusivamente a comunità ristrette o a gruppi culturali primitivi. Nei libri dell'autore in questione si cerca di dare a tali concetti un'applicazione in latitudine e, nel contempo, in profondità, predendosi come oggetto-soggetto analitico e, possibilmente, interpretativo, il brasiliano: prima come Uomo ecologico situato nei tropici; quindi come Uomo storico portatore di una cultura prevalentemente, se non esclusivamente europea - pure amerindia, orientale, e africana. I due aspetti di questa vivenza - l'ecologico e lo storico - costituiscono per l' autore una unità: l'Uomo eurotropicale, in particolare ispanotropicale o lusotropicale, con possibilità di sviluppo e di trasformazione in un nuovo tipo d'Uomo e di civiltà. Un nuovo tipo di civiltà dimenticato o disprezzato dal professore Arnold Toynbee. Ma, cionondimeno, meritevole di essere considerato oggetto-soggetto di studi meno convenzionali nelle attuali Scienze dell"Uomo.

L'autore apprende con soddisfazione che in università italiane importanti quale quella di Milano, la sua opera è ormai studiata sistematicamente, ciò che avviene del resto alla Sorbona, nella università inglese del Sussex, in altre tedesche - nell'Istituto di lingue e culture moderne dell'università di Heidelberg - e, negle Stati Uniti, alla Columbia, come pure in altrettante università e istituti dell' America Latina. Gli è di particolare gradimento che il suo concetto di antropologia tropicale sia stato consacrato dalla stessa Sorbona mediante conferimento recente del grado di dottore e dall'università di Coimbra la quale, ormai anni fa, lo insigní della cattedra di lusotropicologia. Un tale interesse universitario o accademico da parte di istituzioni così provette - incluse le università italiane - nei riguardi di un lavoro ritenuto rivoluzionario sembra indicare come, virtualmente, la sua dinamica innovatrice possa conciliarsi colle norme o le tradizioni essenziali di un sapere severamente critico, dominanti in quei ridotti di erudizione accademica.

D'altro lato, questa dinamica innovatrice o rivoluzionaria non solo di uno studio sociologico ma di una interpretazione filosofica dell'Uomo - nel nostro caso l"Uomo situato nei tropici - sembra che venga influenzando anche mezzi non accademici in Italia, come del resto è vivo desiderio dell'autore. Di fatti gli è già giunta notizia dell'interesse specificamente artistico che un notevole cineasta italiano há per i suoi libri, di cui questo personaggio, lui stesso un rivoluzionario, intende trasporre in un film ciò che ai suoi occhi si presenta come dramma: dramma nel senso concepito da un Ortega y Gasset, e che considera come tale non solo la storia ma il comportamento umano più pungente o più astringente, che non è certo quello politico, nè tanto meno quello militare. Questi ultimi rappresentando appena i comportamenti più ostensivamente drammatici.

D'altronde, il suggerimento di trarre daí libri dell'autore, che pretendono di essere una drammatica sintesi della formazione del brasiliano nei tropici, un nuovo tipo sia di Uomo che di civiltà, proviene da Aldous Huxley, intellettuale che tanto si identifica colla cultura italiana; e a chi l'autore - sia ricordato incidentalmente - faceva la impressione di um italiano di specie, secondo Huxley, classica, ossia romana, al pari che romantica. Ciò che l'autore - ammiratore della gente italica sin dalle origini romane - considera elogio altissimo nel suo modo di essere persona semplicemente umana.

L'autore spera che non tardi ad apparire in italiano la sua seminovella Dona Sinhà e o Filho Padre [ La signora madre e il figlio prete ], indispensabile alla esatta comprensione dei suoi lavori più sistematicamente storico-sociali. In essa il professore Jean Roche dell'università di Tolosa - autorità nel campo della geografia umana, che conosce da vicino il Brasile e alla sua condizione di geografo unisce quella di profondo esperto della estetica stilistica delle lingue nerolatine - rileva come verità novellistiche la scoperta di aspetti intimi di ciò che nella realtà brasiliana è espressione sociologica epsicologica, incluso semantica, della formazione patriarcale di una società tanto europea in alcuni punti quanto extraeuropea in altri. Aspetti che non possono essere rivelati come verità del tutto storiche o del tutto sociologiche.

GILBERTO FREYRE
Santo Antonio de Apipucos, maggio 1966.



Fonte: FREYRE, Gilberto. Case e catepecchie: la decadenza del patriarcato rurale brasiliano e lo sviluppo della famiglia urbana. Traduzido por Alberto Pescetto. Torino: Giulio Einaudi, 1972. 2v.

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